Attivazione Chiesa di San Biagio – Cittiglio VA

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Siamo a Cittiglio, un paese di 3.800 abitanti posto nella nord ovest della provincia di Varese.

Cittiglio era divenuto famoso e conosciuto un po’ in tutto il mondo perché qui era nato nel 1902 e vissuto sino alla morte avvenuta nel luglio 1986, Alfredo Binda uno dei primi grandi campioni BINDAdi ciclismo di tutti i tempi. Vinse, infatti, 5 giri d’Italia e tre campionati del mondo oltre che di tantissime altre corse. Cessata l’attività agonistica divenne direttore sportivo della nazionale italiana di ciclismo e in quella veste portò al successo altri campioni del ciclismo italiano. Bartali e Coppi, per esempio, ottennero epiche vittorie al Tour de France sotto la sua guida. Oggi a Cittiglio c’è un piccolo museo che ricorda le imprese sportive di Alfredo Binda, ma a Cittiglio in tanti vengono – soprattutto nella bella stagione per raggiungere le tre cascate che il torrente San Giulio forma scendendo dalla valle di Vararo.

Altra meta d’interesse a Cittiglio è l’antica Chiesetta romanica di San Biagio che è uno degli edifici sacri più antichi della Valcuvia ed è un piccolo gioiello di architettura romanica.
Essa, si trova a 200 m circa dalla stazione e dall’ospedale di Cittiglio, ed è posta su una collinetta che domina l’abitato di Cittiglio, inserita nella frazione che, a sua volta, porta il nome di San Biagio. Dal sagrato della chiesa, durante le belle giornate, si gode la vista panoramica, anche di una parte del lago Maggiore, sovrastato dalla catena alpina del Monte Rosa.

Questa chiesa è un monumento romanico che gli esperti, dall’analisi architettonica del campanile, fanno risalire intorno all’anno mille per via “della foggia arcaica e della bifora e  del capitello a stampella” (C.M. Magni e A Finocchi). Al suo interno si conservano alcuni dipinti murali databili intorno ai primi anni del 1500. I documenti più antichi, oggi conosciuti, che ci parlano di questa chiesa sono 2 atti notarili rogati nel giugno 1235. La chiesa fu beneficio della famiglia Besozzi sino al IXX secolo quando passò in mano alla parrocchia di Cittiglio che tuttora ne è proprietaria e la gestisce.

Durante gli anni la chiesa subì diversi rimaneggiamenti e modifiche che contribuirono, progressivamente, a snaturarne il suo aspetto.

Proprio per restaurare e recuperare l’edificio si è costituito a Cittiglio, nel 1988, il “Gruppo Amici di San Biagio” che, d’intesa con la parrocchia, ha predisposto un progetto d’intervento (approvato dalla Soprintendenza) e si è attivato per recuperare i fondi necessari ad eseguire le opere previste.

In questi anni, grazie al lavoro di tanti volontari, alla partecipazione della gente ed alle offerte fatteci pervenire da Enti, Associazioni e Ditte operanti sul nostro territorio, il  “Gruppo Amici di San Biagio” è riuscito a compiere su questa chiesa diversi ed importanti lavori di restauro.

Le principali opere che in questi oltre 20 anni sono state portate a termine, possono essere schematicamente  riassunte nei seguenti punti:

  • Approntamento del progetto di restauro di tutto l’edificio a cura dell’Arch. G. Pozzi di Gemonio. Tale progetto è  stato approvato  dalla Soprintendenza il 19 aprile 1990
  • Rifacimento  del tetto  e la demolizione di una soletta  interna,  realizzata nei  primi  anni del ‘900, che deturpava  le  caratteristiche originarie della chiesa – (1992)
  • Rimozione degli intonaci interni e di quelli ammalorati della facciata – (1994)
  • Messa  in luce dell’arco, con tracce di antichi affreschi, posto sopra la porta  di ingresso alla chiesa e restauro dei dipinti in essa conservati – (1995)
  • Sostituzione dei contorni (spalle, cappello e soglia)  della porta d’ingresso alla chiesa con altri in granito più  intonati all’antichità dell’edificio – (1995) e rifacimento della porta d’entrata dell’edificio sacro, ad opera di un artigiano del luogo – (1996)
  • Recupero (aprile 1999) delle pareti interne della e restauro della facciata esterna
  • Restauro – ad opera di un restauratore specializzato – del bel paliotto in scagliola dell’altare (opera della prima metà del XVIII secolo), intaccato dall’umidità e rotto in più punti (gennaio 2000).
  • Esecuzione di una importante campagna di scavi archeologici che hanno interessato l’interno della chiesa dal dicembre 2006 al  mese di aprile scorso 2009.

Complessivamente tutti questi interventi hanno valorizzato le linee romaniche della chiesa – che ha così recuperato parte del suo aspetto primitivo – e hanno permesso di scoprire in maniera approfondita la storia costruttiva dell’edificio sacro.

Gli scavi archeologici effettuati in questi ultimi mesi hanno, infatti, permesso di riportare alla luce, sotto al più recente pavimento posato negli anni ’70, almeno tre strati di pavimenti realizzati in passato (nel 1630 in cotto, nel 1200 in malta colorata in rosso, e intorno all’anno 1000 in battuto di malta). Assieme ai pavimenti antichi sono state rinvenute anche importantissime strutture architettoniche appartenenti ad una chiesa precedente, più piccola dell’attuale. In particolare si sono trovati i resti di una precedente facciata (interna all’attuale aula), demolita ancora in epoca medioevale e le tracce che confermano l’esistenza di un antico abside dipinto, a sua volta demolito, in concomitanza con il cambio di orientamento della chiesa, documentato intorno al 1630.

Assieme ai reperti murari gli scavi archeologici hanno permesso anche di ritrovare diciassette monete di epoca compresa tra il XII e la fine del XVI secolo, nonché altri oggetti antichi sepolti all’interno della chiesa, come ciotole, coltelli, frammenti di tessuto, un anello, fibbie, borchie e decorazioni varie.

Tra questi ritrovamenti di particolare interesse storico i resti di una conchiglia testimonianza di un pellegrinaggio fatto a Santiago di Compostela da un cittigliese del medioevo.
Dagli antichi strati archeologici sono emerse ventuno sepolture, sia in nuda terra sia in tombe realizzate in posto con pietre locali.

Di sicura importanza sono i ritrovamenti pittorici scoperti nel sottosuolo della chiesa, in particolare un affresco – ben conservato – apparso alla base del campanile e risalente al 1000 – 1100 in cui è rappresentata la “Chimera”, un animale mitologico con tre teste (Leone, serpente e capra) la cui raffigurazione in uno spazio sacro è molto rara e rende il dipinto scoperto a San Biagio molto importante per la storia della Valcuvia e dell’iconografia sacra.

L’affresco che è già stato consolidato e restaurato nel mese di luglio 2007 è oggi perfettamente visibile e leggibile.

L’ultima fase di scavi archeologici ha riportato alla luce la base dell’antica abside della chiesa primitiva (demolita nel XVII secolo), abside che presenta anch’essa importanti ed originali testimonianze pittoriche risalenti all’anno 1000 e che al suo interno conserva ancora l’antico altare della chiesa medioevale.

Gli scavi archeologici sono stati finanziati dal “Gruppo Amici di San Biagio ed eseguiti dalla SLA – Società Lombarda di Archeologia s.r.l. di Milano. Le delicate indagini sono state eseguite materialmente dal Dott. Roberto Mella, coadiuvato dal sig. Mario Vincenzi di Cittiglio, sotto la sorveglianza della dott.ssa Jolanda Lorenzi della Soprintendenza Archeologica della Lombardia.

Sono iniziati in questi giorni e proseguiranno almeno sino a fine anno i lavori per ricostruire il pavimento interno della chiesa in modo da ripristinarne l’uso. Il pavimento verrà eseguito seguendo un progetto approvato dalla Soprintendenza ai monumenti di Milano e alternerà spazi realizzati in cotto con altri realizzati in materiale trasparente in modo che i futuri visitatori potranno vedere ciò che gli scavi archeologici hanno riportato alla luce.

Tali lavori hanno ottenuto anche il finanziamento da parte della Fondazione per il Varesotto ONLUS e dalla Regione Lombardia.

Per raccogliere fondi da destinare al restauro della chiesa di San Biagio in Cittiglio il “Gruppo Amici di San Biagio” propone durante l’anno due manifestazioni:
La festa di San Biagio (ore 20.30 S. Messa con al temine benedizione della gola, falò, distribuzione di panettone e vin brulè) – il 3 febbraio, ricorrenza del santo;
La “Gnoccata a San Biagio” – giunta alla 20° edizione – la manifestazione popolare che è ormai entrata nella tradizione gastronomica della Valcuvia – la Gnoccata si svolge solitamente l’ultimo fine settimana d’agosto (nel 2009 il 29 e 30 agosto), più raramente il primo week-end di settembre.
In queste occasioni è sicuramente possibile visitare la chiesa, vedere i lavori compiuti e fare visite guidate agli scavi archeologici eseguiti.
Il “Gruppo Amici di San Biagio” coglie l’occasione per ringraziare tutti i radioamatori che – grazie alla loro manifestazione di fine agosto 2009 – contribuiranno a far conoscere la chiesa di San Biagio in Cittiglio e le manifestazioni ad essa collegate.
Il presidente del “Gruppo Amici di S. Biagio”
(ing. Antonio Cellina) Cittiglio, 30 maggio 2009

La nostra attività

Il 30 agosto abbiamo ultimato le attivazioni del Diploma permanete “Regio Insubrica” attivando l’importante monumento romanico sede di scavi archeologici che stanno riportando alla luce importanti testimonianze della storia religiosa dell’Insubria.
Dopo aver fatto un paio di sopralluoghi per determinare il layout della stazione radio, si è deciso di utilizzare un’antenna filare, in quanto l’attivazione è stata fatta in concomitanza di una sagra gastronomica che il”Gruppo Amici di San Biagio” organizza ogni anno per raccogliere fondi per il restauro.

Avendo avuto il permesso di accedere al campanile, Fulvio IZ2EXA ha quindi costruito una sorta di “filo” di adeguate misure fisiche ed in appoggio a questa antenna è stata piazzata una “canna da pesca” di 12 mt. opera di Mario IZ2GAO che ha curato anche l’organizzazione di questa attivazione.

Oltre alla referenza del nostro diploma, il Campanile della chiesa era stato referenziato dalla Sezione A.R.I. di Busto Arsizio per il Diploma delle Abbazie Italiane ed non essendo mai stata attivata in precedenza, si trattava di una newone.
Quest’ultima attività dell’Insubria Radio Team è stata dedicata alla memoria di Giovanni I1UJX che ci ha lasciato il 18 agosto e ci ha fatto molto piacere che diversi OM ci hanno collegato solo in suo ricordo, pur non avendo interesse nelle referenze passate.
La propagazione non è stata delle migliori, accompagnata da un forte rumore di fondo che non ci ha dato tregua per tutta la giornata.

Hanno partecipato all’attivazione: Roberto I2KJS, Agostino IK2FIQ, Luciano IW2LFD, Maurizio IZ1GJK, Marco IZ2DVI, Emanuela IZ2ELV, Fulvio IZ2EXA, Mario IZ2GAO ed Andrea IZ2LSC, che si è improssivisato video-operatore del filmato dell’attivazione, inoltre abbiamo ricevuto la gradita visita di Agostino HB9DLV.
Alla fine della giornata sono stati registrati 118 collegamenti, purtroppo solo uno dei quali in telegrafia!